Gli Artisti

Federica Galli

Federica Galli, esponente di spicco dell’arte incisoria italiana, nasce a Soresina – un paese alle porte di Cremona - nel 1932. Nell’immediato dopoguerra, 1946, convince i genitori a iscriverla al liceo artistico a Milano e nel 1950 all’Accademia delle belle Arti di Brera dove si diploma in pittura quattro anni  dopo. Inizia a incidere nel 1954 – “Il paese dell’Alberta” - cimentandosi nell’acquaforte che non abbandonerà più.

Sposatasi nel 1966 con il giornalista Giovanni Raimondi del «Corriere della Sera», inizia una fitta serie di viaggi culturali che la portano nelle maggiori capitali europee e in paesi dalla tradizione incisoria meno radicata. Questo è anche l’anno in cui si convince che il mezzo tecnico con cui si esprime meglio è l’incisione, a cui si dedicherà in maniera assoluta.

Sin dalle prime mostre personali (la prima a Milano nel 1960), attira il consenso sia del pubblico sia della critica. Nell’arco di pochi anni annovera fra i suoi sostenitori i più autorevoli critici del tempo: Franco Russoli, Mario de Micheli, Giovanni Testori, che la seguirà fino alla propria morte, Mina Gregori, Gian Alberto dell’Acqua, Roberto Tassi, Renzo Zorzi, Carlo Bo, Daniel Berger (Metropolitan Museum of New York), Gina Lagorio, Giuseppe e Francesco Frangi, Marco Fragonara, Giorgio Soavi, David Landau (Oxford University). Ottiene i maggiori riconoscimenti istituzionali mai avuti da un artista contemporaneo: è il primo artista vivente invitato a esporre alla Fondazione Cini di Venezia (1987) con la raccolta dedicata alla città lagunare; al Museo Civico di Palazzo Te a Mantova (1987); al Castello Sforzesco di Milano (1988); negli Archivi Imperiali della Città Proibita, galleria Wang Fung, (1995). Annovera fra i suoi collezionisti uomini di cultura, italiana e straniera, noti anche per la loro colta passione verso la grafica; fra questi, i più conosciuti: Dino Buzzati, Leonardo Sciascia, François Mitterrand.

Ampia ed esauriente testimonianza della sua opera, consultabile, è presente al Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, nella collezione Bertarelli al Castello Sforzesco di Milano, nella Villa Reale di Monza.

Federica Galli, fra il 1954 e il 2008, ha inciso oltre ottocento lastre dedicandosi principalmente a tre tematiche: i paesaggi, gli alberi e le vedute.I paesaggi sono principalmente quelli della pianura lombarda, con le poetiche descrizioni delle sue caratteristiche cascine: circa cinquanta opere. Le vedute sono quelle di Milano e Venezia, città significative nella vita di Federica Galli a cui l’artista ha restituito la sua riconoscenza attraverso uno sguardo acuto, veritiero e mai scontato. La passione per la natura e la capacità di riportarne gli aspetti più incantevoli sono dimostrate in oltre cento tavole. La sua proverbiale abilità  tecnica le ha anche consentito di superare quegli ostacoli, ostici agli incisori, quali la rappresentazione della neve e della notte, senza mai scadere nella leziosità. L’artista ha dedicato una raccolta agli Alberi Monumentali più significativi della nostra penisola con oltre sessanta piante scelte per interesse storico o naturalistico o estetico. Una collezione di rara bellezza.

Federica Galli si è spenta il 6 febbraio del 2009 affidando la sua eredità artistica a una Fondazione - che porta il suo nome - che si prefigge di mantenere viva la sua attività artistica attraverso iniziative didattiche, culturali e commerciali. La Fondazione Federica Galli, con presidente e consiglieri designati dall’artista nel suo testamento, è presieduta da Lorenza Salamon affiancata da Flavio Arensi (critico d’arte), Ivana Iotta (direttore  Museo Civico Cremona), Franco Grechi e Alberto Galli.

Bibliografia essenziale, scelta fra le oltre duecento pubblicazioni dedicate all’opera grafica di Federica Galli: Roberto Tassi, Trentanove vedute di Venezia, Fondazione Cini, edizione Olivetti, Milano 1987; Daniel Berger e Gian Alberto Dell’Acqua, con scritti di Giovanni Testori e Harry Salamon, Federica Galli, in occasione della mostra retrospettiva Castello Sforzesco di Milano, edizione Fabbri, Milano, 1990; Marco Fragonara, Federica Galli, catalogo generale 1954-2003, edizione galleria Oreste Bellinzona, Milano, 2003; Flavio Arensi, Federica Galli, l’incanto dello sguardo, in occasione della retrospettiva a Villa Reale a Monza (Mi), Allemandi & c. editore, Torino 2008. 

Federica Galli, in Italia, ha esposto a: Milano, Cremona, Ferrara, Firenze, Parma, Trento, Palermo, Brescia, Verona, Udine, Vicenza, Trieste, Valenza Po, Cagliari, Caltanisetta, Piani d’Ivrea, Genova, Monza, Crema, Alessandria, Salice Terme, Suzzara, Padova, Cuneo, Saronno, Merano, Savona, Lucca, Fidenza, Imperia, Saluzzo, Aosta, Como, Reggio Emilia, Torino, Savognin, San Martino di Mozzate, Roma, Nuoro, Lissone, Busto Arsizio, Voghera, Asti, Cantù, Biella, Oggiono, Bologna, Vigevano, Ancona, Borgo Manero, Zara, Lecco, Corbetta, Rho, Giussano, Venezia, Brescia, Mantova, Magenta, Bordighera, Rovigo, Luvignano, Legnano, Monza, Sondrio, Carpi, Bergamo, Casalpusterlengo, Cernobbio, Cesena, Feltre, Parabiago, Cortina d’Ampezzo, Lodi, Corfù, Susa, Pordenone, Cherasco, Goito, Soncino, Folgarida, Sperlonga, Vaprio d’Adda, Bolzano, San Virgilio di Marebbe, Mezzolombardo, Borgio Verezzi, Livorno, Chiavari. E all’estero a: Johannesburg, Cape Town, il Cairo, Bogotà, Coria, Spalato, Barranquilla, Cartagena, città di Guatemala, Montreal, Lugano, Santa Marta, Flims Waldhaus, Flüelen, Bensheim, Parigi, Belgrado, Zagabria, Dubrovnik, Basilea-Riehen, Londra, Singapore, Seoul, Kuala Lampur, Pechino, Atene,Murialdo.

Federica Galli nel 1994 ha realizzato l'opera per gli “Amici della Grafica” di Casalpusterlengo
Titolo:       “grande rovere”
Tecnica:     acquaforte
lastra:        rame mm. 400 x 400
carta:         cm. 70 x 50
Tiratura:    50 + L